All’opposto ci sono loro: i bambini che non si fermano mai. Saltano, corrono, parlano, chiedono. In viaggio esplodono ancora di più, perché tutto è nuovo.
Qui la chiave è non pretendere che stiano fermi tutto il giorno. Con loro devi impostare il viaggio come un’alternanza di sfogo fisico e attività più tranquille.
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Prevedi ogni giorno almeno:
– un momento “parco / spiaggia / prato”,
– un pezzo in cui possa correre senza che tu impazzisca a controllarlo ogni secondo.
Se li tieni ingabbiati ore in fila, in musei, a tavola, è normale che esplodano con scene che ti vergogni anche tu.
Scegli ristoranti con un minimo di spazio esterno o comunque in cui, tra ordinazione e arrivo piatti, tu possa fargli fare due giri fuori.
Porta sempre una palla leggera, un frisbee morbido, qualcosa che trasformi anche una piazza anonima in terreno di gioco.
Non è necessario riempirli di schermi per tenerli buoni: è più efficace stancarli bene, ma in modo sano.
Con i super energici, il viaggio deve “scaricare”, non comprimere.