Molti pensano: “Prendiamo il volo di sera, così dorme”. A volte sì, a volte disastro. La verità sta nel capire che tipo di bambino hai.
Se tuo figlio di solito crolla ovunque, in qualsiasi posizione, e tollera bene cambi d’ambiente, il volo serale/notturno può essere una manna: cena leggera, decollo, un po’ di cartone, poi nanna.
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Se invece hai un bambino che quando salta la routine si trasforma, valuta bene: potresti ritrovarti con 4–5 ore di nervosismo in aria, e poi atterrare di notte tutti devastati.
Cose da fare:
– vestilo comodo, quasi come fosse già in pigiama,
– porta copertina e pupazzo del sonno,
– abbassa luci e stimoli non appena possibile.
Evita zuccheri e cibi pesanti prima del volo: agitano e complicano il sonno.
Valuta bene anche l’orario di arrivo: atterrare alle 2 di notte in un aeroporto sconosciuto, con un bambino mezzo addormentato, più valigie e magari transfer lungo, può essere peggio che volare di giorno.
Volo notturno non è né genio né demenza a prescindere: va tarato sul vostro modo di funzionare.