Viaggiare con bambini con disabilità motorie è possibile, ma l’improvvisazione non è contemplata. Una scala senza ascensore per te è fastidio, per loro è muro.
Prima cosa: contattare prima le strutture. Non fidarti della scritta “accessibile” sul sito. Chiedi concretamente: ci sono ascensori? rampe? bagno attrezzato? quanto dista il parcheggio?
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Stesso discorso per i trasporti: treni con salita a raso o pedane, bus con piattaforme, taxi attrezzati. Informati prima, altrimenti ti trovi davanti a un mezzo inutilizzabile.
Costruisci il programma giornaliero tenendo conto della fatica fisica: per te e per il bambino. Anche solo stare seduti su carrozzina tante ore è impegnativo. Meglio meno cose, ma con tempi larghi.
Porta sempre strumenti essenziali: cuscini, eventuali supporti posturali, farmaci, e tieni contatti di strutture sanitarie in zona.
Non trasformare il viaggio in “sfida eroica”. È un’esperienza da vivere, da adattare alla vostra realtà. L’obiettivo non è dimostrare che “si può fare tutto”, ma che si può fare qualcosa di bello e dignitoso.