Volo cancellato, malattia, problema improvviso: il viaggio salta o si ridimensiona. Gli adulti si arrabbiano, i bambini si spezzano. Non puoi far finta di niente, ma puoi gestire la botta.
Prima cosa: non mentire. Evita favole strane. Spiega in modo semplice e vero: “L’aereo oggi non parte perché c’è un problema”, “Non possiamo partire perché non stai bene / non stiamo bene”.
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Riconosci la loro delusione: frasi tipo “Capisco che sei triste, lo ero anch’io” fanno miracoli rispetto a “Non piangere, non è niente”.
Se il viaggio viene solo rimandato, mostra una nuova data, anche indicativa. I bambini hanno bisogno di un “ancoraggio nel futuro”, non di un “forse un giorno”.
Se invece è proprio cancellato, prova a creare un “piano B speciale”: una gita più piccola, un weekend altrove, una “giornata vacanza in città” con programmi fuori dall’ordinario.
A livello educativo, è anche un’occasione (bruttina ma reale) per insegnare che le cose non sempre vanno come vogliamo, ma si può reagire.
Se sei distrutta tu, prenditi un attimo per sbollire prima di parlare con loro. Le emozioni che gli arrivano addosso sono le tue.