Gestire gli adolescenti in viaggio: tra autonomia e regole

Con gli adolescenti il problema non è più il passeggino, ma la testa. Occhiate, sbuffi, “che palle”, telefoni sempre in mano. Però il viaggio può diventare un terreno incredibile di dialogo, se lo giochi bene.

Prima di partire, coinvolgili davvero: scelta della destinazione, di almeno una attività “per loro”, di un locale o quartiere da esplorare. Devono sentire che non stanno subendo la vacanza “da bambini”.

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Stabilisci poche regole chiare:
– orari massimi serali,
– quando è obbligatorio stare con la famiglia,
– uso del telefono (non toglierlo, ma limitarlo in certi momenti).

Dagli anche zone di autonomia compatibili con il luogo: mezz’ora da soli in un centro commerciale, piccolo giro da soli in spiaggia, tornare da soli dall’hotel al ristorante se è vicino. Li responsabilizza.

Non riempire il programma di cose “che a loro non fregano nulla” e poi stupirti dello sbuffo permanente. Una parte di compromesso va concessa.

Sfrutta i tempi morti (treni, cene, passeggiate) per parlare davvero, non solo per dare istruzioni. Lontano da casa, certi discorsi escono più facilmente.

Adolescente in viaggio non è un nemico: è un adulto quasi pronto che sta cercando il suo spazio. Il viaggio glielo può offrire, se non lo soffochi.