Capita: hai organizzato tutto, sei gasata/o, e il bambino ti dice: “Io non voglio partire”. Panico. Spesso non è il viaggio in sé, è il cambiamento.
Prima cosa: non minimizzare con “ma dai, vedrai che è bello”. Serve ascoltare: “Cosa ti preoccupa? Di cosa hai paura? Cosa ti mancherà?”.
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Dietro ci possono essere: paura di aerei, paura di dormire fuori, paura di staccarsi da nonni/amici, ansia generica.
Una volta che capisci, agisci:
– se è paura dell’aereo, spiega come funziona, guardate video insieme,
– se è la lontananza, proponi di fare videochiamate,
– se è il letto nuovo, parla di pupazzo, copertina, routine.
Non trasformare il viaggio in ricatto: “Se non vieni, allora…”. Il viaggio è un’esperienza, non una punizione o un premio.
Normalizza il fatto che è normale avere un po’ di paura prima. Vale anche per gli adulti. Non sei tu contro di lui, siete voi contro la paura.