Bonus Mamme: requisiti, importo e come richiederlo

Il Bonus Mamme 2024 è un’importante forma di supporto che lo Stato mette a disposizione di mamme impegnate nel mondo del lavoro e con almeno due figli a carico. La misura prevede sgravi sui contributi previdenziali.

Bonus Mamme, di cosa si tratta

Il governo per dare un aiuto concreto alle mamme lavoratrici che hanno almeno due figli a carico ha deciso di rinnovare il Bonus Mamme. Si tratta di uno sgravio fiscale offerto sotto forma di esonero dei contributi previdenziali a carico di dipendenti sia del settore pubblico sia di quello privato. L’importo massimo ottenibile nell’arco del dodici mesi è pari 3.000 euro e viene distribuito in maniera equa in 12 rate al massimo da 250 euro ciascuna. In realtà, i vincoli sono differenti a seconda dell’anno di riferimento.

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Per accedere a questa forma di detrazione occorre avere almeno due figli a carico per il solo anno 2024 mentre a partire dal 2025 dovranno essere almeno tre i figli a carico. Di questo specifico argomento e di tutto quello che orbita attorno al mondo delle mamme è possibile approfondire dando un’occhiata al portale Mamme.it. Tanti interessanti spunti e notizie che riguardano non solo gli aspetti fiscali e finanziari ma anche la vita quotidiana di donne che devono occuparsi della crescita dei propri figli e al tempo stesso dedicarsi a un’attività lavorativa.

Lo sgravio in busta paga a partire da febbraio 2024

Per una serie di vicissitudini come del resto spiegato ampiamente nella circolare dell’INPS, ci sono stati dei ritardi che non hanno permesso l’elargizione del Bonus Mamme per il mese di gennaio 2024. Tuttavia le donne che ne hanno fatto richiesta e hanno ottenuto tale detrazione non perderanno l’esonero dei contributi previdenziali per questo mese in quanto verrà recuperato. Invece, si ritroveranno in busta paga questo bonus a partire dal mese di febbraio evidentemente con l’aggiunta di quello di gennaio per cui ci sarà una doppia mensilità per un importo che arriverà fino ad un massimo di 500 euro in più in busta paga. Da sottolineare che si tratta di una misura importantissima per i nuclei familiari in quanto le mamme ne potranno beneficiare fino al diciottesimo anno di età dell’ultimo figlio. Al momento è previsto che l’accesso sia stato ampliato fino agli anni 2025 e 2026.

I requisiti per accedere al bonus mamme lavoratrici

Oltre all’avere almeno due figli a carico per il 2024 ci sono altri requisiti che devono essere soddisfatti. Non viene fatta distinzione per la tipologia di lavoro svolto in quanto rientrano nella platea di beneficiarie sia le dipendenti del settore pubblico sia quelle del privato compreso quello agricolo, in somministrazione e in apprendistato. Invece, come più volte chiarito dall’INPS attraverso le circolari, non possono godere di questa opportunità le lavoratrici domestiche.

Se il bambino dovesse nascere nel corso dell’anno 2024 la normativa prevede che il bonus permetta di accedere a un aumento salariale di 1.700 euro che verrà riconosciuto però soltanto fino al decimo anno di età. Se la nascita del terzo figlio dovesse avvenire nel 2025 e nel 2026 lo sgravio fiscale, e quindi il relativo aumento in busta paga, verrebbe percepito fino a che l’ultimo figlio non arriva al diciottesimo anno. Per quanto riguarda la procedura prevista per la richiesta e l’ottenimento del bonus, questa è stata semplificata. In particolare, le lavoratrici che vogliono ottenere l’agevolazione possono rivolgersi direttamente al proprio datore di lavoro. E’ possibile utilizzare una funzione che viene messa a disposizione sul sito ufficiale dell’INPS. Al momento questa procedura è in fase di sviluppo per cui bisognerà attendere la circolare con cui si informerà dell’attivazione. La misura vuole essere non solo una forma di sostegno per le famiglie numerose ma anche un incentivo per rilanciare il tasso di attività in Italia.

Per le mamme lavoratrici che hanno due figli a carico nel 2024 oppure almeno tre figli a carico per gli anni 2025 e 2026 c’è la possibilità di ottenere un sostanziale aumento in busta paga fino a 3.000 euro all’anno. Seppur la procedura di richiesta preveda il rivolgersi al proprio datore di lavoro, in realtà si tratta di soldi pubblici in quanto è un esonero dal pagamento dei contributi previdenziali che devono essere elargiti da dipendenti del settore pubblico e privato.